La meraviglia dei Sei Ducati - Perché non potete non leggere l'Universo narrativo di Robin Hobb

 "La penna vacilla, poi sfugge alla mia presa, lasciando una striscia d'inchiostro come la traccia di una lumaca attraverso la carta di mastro Piuma. Ho rovinato un'altra pagina di buon materiale per quella che sospetto sia un'impresa futile." 

La saga dei Lungavista è l'ampio universo narrativo di cui vorrei parlarvi oggi, perché sapere che martedì 7 febbraio arriverà finalmente in Italia una nuova edizione illustrata de "L'Apprendista Assassino", il romanzo di apertura, ha riportato potente in me la voglia di rileggerla. 

Credetemi, questa saga e soprattutto la sua autrice non saranno mai, MAI abbastanza conosciute e amate.

Stimo tantissimo Robin Hobb - nome d'arte di Megan Lindholm - prima di tutto come persona, avendo avuto la fortuna di conoscerla al Parma Fantasy e in seguito al Lucca Comics di qualche anno fa: una Signora con la S maiuscola, discreta e dolcissima. Come autrice, si può dire che la adori, per la sua capacità di curare a 360° tutti gli aspetti che contano nello scrivere: la trama, il world building, i personaggi e lo stile narrativo. 

TRAMA: Le vicende di questo primo libro sono per me l'avvio perfetto di una saga, una trama già matura e complessa, coinvolgente, che si rivela presto un buonissimo assaggio di qualcosa di ben più speciale. Ciò che accade a Fitz Chevalier è un vortice di eventi che ti prendono per mano, trascinandoti nei Sei Ducati, mondo medievale che libro dopo libro si espanderà su più livelli di profondità, oltre che nello spazio fisico. 

In questa saga, la Magia è molto intimista, per come si sviluppa e per come viene a caratterizzare i vissuti dei personaggi e le loro riflessioni, legandosi profondamente alle loro personalità. Oltre ad una affascinante versione della magia, in questa saga non potrete non amare la caratterizzazione dei draghi, matura e accattivante.

WORLD BUILDING: L'Universo narrativo è magistralmente architettato in ogni suo aspetto e ancor meglio narrato. Non c'è nulla, nulla di banale o di scontato, anche quando lo si possa definire "fantasy classica" non si può non apprezzarne ogni dettaglio: dai paesaggi alle architetture, dalle tradizioni alle problematiche dei vari Regni, dalla rete dei rapporti diplomatici sempre in equilibrio precario, agli aspetti quotidiani affrontati da ogni personaggio. Semplicemente, non so dire con certezza di essere mai veramente uscita da questo mondo! 

PERSONAGGI: L'evoluzione che Robin Hobb sa far vivere ai suoi personaggi l'ho trovata in pochissimi altri autori. Il loro punto di vista è sempre narrato con veridicità e attenzione, con una cura per i dettagli che li rende vivi, pulsanti attorno a te. Tutti vivono un ciclo di cambiamento che non può lasciare indifferenti, che sia una evoluzione positiva o un vortice di eventi tragici che li porta alla rovina. Potrete arrivare a desiderare di scuotere uno dei personaggi per farlo rinsavire, potrete maledire un altro per le lacrime che vi farà versare, ma non restare indifferenti. 

STILE NARRATIVO: nella prima trilogia e in altre tra le serie successive, tutte connesse a formare il tessuto narrativo dei Sei Ducati, Robin sceglie la prima persona. Il punto di vista di una personaggio e la sua narrazione in prima persona possono rivelarsi difficili da gestire, ma nei suoi romanzi hanno piena potenzialità e massima resa, non fanno mai rimpiangere al lettore la mancata possibilità di conoscere diversi eventi se non attraverso il racconto postumo del protagonista. Come autrice, Robin Hobb è sempre molto attenta a rendere ogni frase utile a coinvolgere il lettore, ma anche a portare avanti la trama del suo mondo e non solo la conoscenza del personaggio. Questo non lo fa mai con un piglio didattico e noioso, anzi...è sempre molto intimo ed emozionante. 

Questi sono i motivi per cui secondo me dovreste dare una possibilità alla Saga dei Lungavista, sono sicura che non ve ne pentirete! 

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