Magister Aetheris di Cecilia Randall



Magister Aetheris
di Cecilia Randall

Edit: Giunti
Pubblicato in: ottobre 2018

Aprire il libro fresco di stampa, in ottobre, per me è stato un ritorno a casa, ad atmosfere ma soprattutto dai personaggi conosciuti in "Gens Arcana" ormai 8 anni fa. 8 anni, Cecilia ci ha lasciati in sospeso...dopo averci fatto assaporare qualche delizioso morso del mondo degli Arcani.
Per nostra fortuna, il progetto di continuare a sviluppare questa trama è rimasto ben vivo e creativo in lei, che ha ascoltato e avverato il nostro desiderio di lettori.
Così abbiamo ritrovato l'Italia del Rinascimento impreziosita dalla potente magia della "quinta essentia", la cui evocazione è possibile soltanto ai figli della progenies aetheris, ai figli delle dinastie di Arcani. E di questo ristretto Mondo, che intreccia la sua storia millenaria questa volta con la storia di Venezia - e non più Firenze, si arrivano a conoscere nuovi pezzetti di un bellissimo puzzle, che a me non ha certo soddisfatto ogni curiosità...anzi, se possibile ha fatto anche nascere nuovi desideri di lettrice.
I personaggi conosciuti in "Gens Arcana" tornano...e io direi proprio che tornano alla grande. Tra le cose che ho amato di questa seconda avventura, c'è proprio l'approfondimento che ha permesso di conoscere meglio Valiano Nieri e Manente, le loro scelte e le conseguenze con cui devono convivere ogni giorno. In entrambe le loro storie personali, ho potuto percepire uno stile di narrazione che in Cecilia è sempre in evoluzione.
Le frasi sono più dirette, incisive ma, questo è l'importante, non stridono mai con il contesto. Voglio spiegarmi meglio: sviscerano in modo più intenso la personalità, quindi ti avvicinano sempre meglio ai personaggi, ma rispettano sempre sia la situazione del momento - la trama della scena, per così dire - sia l'ambientazione più ampia del background.
Penso a quei romanzi fantasy che mi è capitato di leggere, trovandovi espressioni, incisi, imprecazioni e modi di dire che sicuramente possono risultare più vicini al lettore, ma che finiscono per tradire l'ambientazione storica in cui il romanzo si svolge. Non deve essere così semplice, per un autore dei nostri tempi, riuscire a rendere incisiva - per il lettore dei nostri tempi - l'intensità del momento, il dramma del personaggio, quando si deve rispettare anche questo e farlo ragionare, reagire, soffrire... con quello che era il modo di esprimersi nel 1400.

E' stato bellissimo avvertire quella sensazione di "Casa", ritrovando l'atmosfera che "Gens Arcana" mi aveva portato ad amare... sperimentandone gli sviluppi nella Serenissima. Anche in questo l'autrice è riuscita perfettamente: la costruzione del background, della "struttura sociale delle Dinastie degli Arcani e di come loro si inseriscono nella cultura dell'Italia Rinascimentale, i loro rapporti complicati con La Sacra Milizia...con l'Inquisizione. La trama si è arricchita ancora di più, facendomi pensare a quanto sarebbe bello se l'autrice avesse voglia di mostrarci la Realtà degli Arcani in altre epoche, anche più lontane ai tempi delle civiltà più antiche.
Quanto sarebbe bello!

Credetemi, per me scrivere questa recensione si sta rivelando davvero difficile, visto quanti sono i punti di trama dei quali vorrei parlarvi. Ma non farò il minimo spoiler, me lo sono ripromessa fin da questi miei primi tentativi di avviare una sezione "Recensioni" del mio blog.
Per conoscere la sinossi dei due libri vi rimando alle schede su Amazon e lascio a voi la responsabilità di zigzagare tra gli spoilers.
Lettori avvisati...sappiano che ne vale la pena.

Gens Arcana mi entrò ancora di più nel cuore, perché fu quasi un colpo di fulmine, che mi spinse a leggere tutto in una notte, e non dico per dire. Accadde proprio così.
Questo è stata una meravigliosa conferma.

Gens Arcana


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